gita al museo civico di zoologia

Questa mattina, il 12 febbraio, appena siamo entrati al museo, una guida ci ha spiegato che gli animali esposti non erano imbalsamati, ma erano solo pelli di animali (morti per cause naturali al vicino bio-parco) appoggiati su un fantoccio di plastica costruito appositamente: questo lavoro si chiama tassidermia. A volte dei collezionsti regalano al museo degli animali da mettere in mostra.

Successivamente siamo andati a vedere come si adattavano gli animali agli ambienti estremi come grotte, deserti, poli e abissi.

le grotte : il fattore limitante delle grotte è l’assenza di luce per cui dei loro abitanti o si sono atrofizzati o adattati al buio: ad esempio il pipistrello non ci vede molto. Invece ci sono degli orsi che vivono nelle grotte solo di notte e quindi ci vedono benissimo. Ci sono dei funghi ed alcuni batteri che si nutrono di materia organica in generale e quindi sopravvivono benissimo; essi sono detti saprofagi.

I deserti:nel deserto si verifica uno sbalzo di temperatura molto alto fra il giorno e la notte(escursione diurna)ed è questo il fattore limitante.le piante sfruttano questo fattore perchequando la notte si formano dei cristalli di ghiaccioil giorno evaporano e le piante catturano queste goccioline.gli animali cacciano all’imbrunire così da evitare il gelo e il caldo.

i poli:ai poli il fattore limitante è il freddo.L’adattamento dell’orso sembrerebbe bislacco:egli infatti è bianco e si sa che il bianco non assorbe le radiazioni solari.In realtà i peli sono trasparenti,ma così abbondanti che sembrano bianchi,come il nylon.Inoltre sotto il pelo la pelle è nera e questo colore ha proprietà esattamente contrarie al bianco cioè assorbe calore.

gli abissi:qui il fattore limitante è la pressione e la mancanza di luce.Alcuni organismi che vivono negli abissi marini sono abituati all’alta pressione e,se portati in superficie,scoppiano.Nelle profondità marine sorgono dei coni da cui esce anidrite solforosa che è un gas velenoso per noi ma non per delle alghe e alcuni animali di quest’ambiente.

la goccia d’acqua:la goccia d’acqua ha un grave fattore limitante:essa,infatti,evapora in fretta costringendo le microscopiche creature che vi abitano a sopravvivere fino al seguente acquazzone.Le creature che vi abitano,infatti,sono costrette a chiudersi in se stesse mantenendo al massimo l’acqua.nonostante questo inconveniente una goccia d’acqua è molto popolata.In seguito ci hanno parlato delle farfalle.

le farfalle:le farfalle hanno quattro fasi evolutive:uovo,bruco,pupa o crisalide e imago(adulto)durante l’esistenza da bruco quest’ultimo mangia tantissimo e,una volta diventato abbastanza grosso si racchiude in una crisalide.qui passa dallo stato di pupa e,da questo stato,si trasforma in farfalla.L’uscita dalla crisalide si chiama sfarfallamento.Questo stato ha una durata molto variabile:da un giorno a un anno.Le farfalle notturne(falene)si mimetizzano,solitamente sui tronchi d’alberi.la guida ha parlato di un fatto piuttosto interessante:a Londrac’era un bosco di betulle che hanno il tronco più alto dove si mimetizzavano le farfalle biston betularie anch’esse bianche.Con lo smog le betulle sono diventate quasi nere e anche le farfalle hanno cambiato il colore delle ali!

a cura di Luca Massaro I M

hanno collaborato:Damiano Todisco e Damiano Tozzi IIIL

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