“Dei delitti e delle pene” Cesare Beccaria

dei_delitti_e_delle_peneIl trattato “Dei delitti e delle pene” è un libro di grandissimo valore, ideale per la civiltà moderna. Le idee di Beccaria già nel Settecento ispiravano all’abolizione della tortura e della pena di morte nel Granducato di Toscana nel 1786.

Secondo Beccaria la pena di morte, infatti, era contraria al diritto inviolabile alla vita.

Infatti più che la severità delle pene è importante amministrare con giustizia. Queste idee portarono all’abolizione della pena di morte in Italia e in altri paesi. Secondo Beccaria il carcere doveva essere un modo per rieducare il condannato, come afferma l’articolo 27 della Costituzione. Il trattamento in carcere consentiva il reinserimento dei condannati nella società. Una legge emanata nel 1975 prendeva numerosi modi per superare l’isolamento della società libera. Uno di questi è quello di trascorrere parte del giorno fuori dal carcere in semilibertà per lavorare o studiare.

Giordana&Ludovica IIM

lettura del libro di storia “Le tappe della storia2″

“Un maggiordomo nel palazzo di Maria Teresa”

Questa è una piccola sintesi di una lettura storica, propostaci dalla prof. BenedettiFacciata dell\'Hofburg sul MichaelerplatzL’Hofburg, il palazzo reale nel quale visse dal 1283 al 1918, la famiglia degli Asburgo, si trova nel centro di Vienna.Parte della costruzione risale al Medioevo, ma col passare dei secoli il tutto è stato ritoccato in uno stile tra il barocco e il neoclassico. Ogni stanta del palazzo veniva riscaldata da grandi stufe di maiolica; per evitare che i domestici disturbassero i principi in qualsiasi momento della loro giornata, le camere erano divise tra loro, tramite piccoli corridoi nei quali le stufe potevano essere accese senza essere visti.

Nel museo del palazzo possiamo trovare conservati i gioielli e i vari tesori imperiali, la spada chiamata impropriamente “di Carlo Magno” e gli indumenti e i mantelli che gli imperatori indossavano durante l’incoronazione. Tra i tanti tesori il più importante è il Sacro Graal; cioè la coppa nella quale, Giuseppe di Arimatea, si dice abbia raccolto il sangue di Cristo sulla croce.

Arrivata l’estate, la famiglia degli Asburgo, si trasferiva a Schonbrunn, un grande palazzo che si trovava a pochi chilometri dalla capitale. Castello di Schönbrunn

Durante l’invasione del 1683, i Turchi uccisero molti animali che vivevano questo parco di caccia, e incendiarono molti degli edifici. Il tutto ricostruito da Leopoldo I, fu ampliato durante il regno di Giuseppe I, di Carlo VI e della figlia Maria Teresa.

Alle’età di sei anni, davanti all’imperatrice, nel palazzo si Schonbrunn, suonò Mozart;all’ingersso si possono notare i due obelischi che Napoleone ordinò di costruire come ricordo delle vittorie sugli Austriaci ad Austerliz nel 1805 e a Wagram nel 1809.

In una parte del cortile possiamo trovare conservate le carrozze della corte, tra le quali quella riservata alle incoronazioni e quella riservata ai funerali, che era grande e nera. Fu proprio in questa carrozza che accompagnò gli imperatori dufunti nella cripta della chiesa dei Cappuccini, dove vengono custodite le salme di 145 membri della casa d’Asburgo, tra le quali quella dell’imperatrice Maria Teresa.

A cura di Michela della IIM

TRE STORIE D’ AMORE DEL SETTECENTO

Noi classe II M stiamo studiando l’ Illuminismo, questa è la sintesi di una delle letture svolte per casa:

Nel corso del settecento, oltre alle idee del popolo, cambiò anche il comportamento amoroso e i loro sentimenti: per questo esaminiamo gli aspetti più evidenti di questi cambiamenti descrivendo tre opere d’ arte. Nel 1761 Rousseau pubblicò “LA NUOVA ELOISA”, un romanzo che racconta un amore impossibile di un giovane borghese Saintpreux per una ragazza nobile e ricca Giulia d’ Etanges. I due giovani si amano molto, ma il padre di lei non considera neanche probabile l’ ipotesi che sua figlia, nobile e di alta società possa sposare uno come lui, povero borghese che fa della sua unica ricchezza la cultura, e la vuole far sposare con il signor Wolmar, uomo di alta fama e condizione sociale. Giulia sarà sempre fedele al marito, ma nessuno le impedirà di pensare segretamente a Santpreux….

to be continued…

e intanto, cosa ne pesate di questa storia d’amore?

parliamo di GIACOMO CASANOVA

Verso la fine del 700 Venezia non era più al centro dei commerci navali, visto che il commercio navale si era spostato sull’oceano Atlantico .Anche se la città si stava avvicinando alla decadenza i veneziani riuscirono a tenere alta la vivacità della città :giocando d’azzardo o interpretando spettacoli comici nei teatri e nelle piazze. Il giorno più “felice” era il giorno di Carnevale dove tutte le persone uscivano mascherate e spesso si ritrovavano a letto con persone che non conoscevano; le persone potevano sempre uscire mascherate tranne nei giorni di quaresima.

Nel 1725 nacque da una famosa attrice Giacomo Casanova, proprio essa lo crebbe in modo spregiudicato e libero .Fu molto famoso per le sue tante conquiste in amore, seduceva tutte le donne che conosceva: servette, dame, straniere, attrici,donne conosciute in carrozza… Guadagnava barando ai giochi d’azzardo e proprio per quetso fu incarcerato nel carcere dei Piombi.Da lì fuggì in modo rocambolesco facendosi portare una lima dentro un piatto di maccheroni al sugo, ma non potè più vivere nella sua amata città .Si recò in Francia dove lavorò come spia per Luigi xv e organizzò una lotteria di stato con la quale raggruppò molti soldi e proprio per questo fu accusato di truffa .Si spostò in Russia dove conobbe Caterina II, ma dovette fuggire prima di poter scoprire i suoi privilegi .Dalla Russia si spostò a Londra dove fuggì perchè fu denunciato da una prostituta .Da Londra si spostò in Polonia da dove dovette fuggire perchè accusato di duello .Lo ospitò nella sua casa un nobile della Boemia .Lì chiamò uno scrittore per fare un libro delle sue avvventure che intitolò “La storia della mia vita”.

by Luca IIM

IL NUOVO DIRITTO PENALE

 Questo è un riassunto di una lettura dataci dalla Prof. Benedetti come compito per casa: il trattato “Dei diritti e delle pene” di Cesare Beccaria, argomento che stiamo affrontando in questo periodo.  

 

 

 

Il trattato “Dei Dilitti e Delle Pene” è un libro di grandissimo valore ideale per la civiltà moderna.

Le idee di Beccaria già nel Settecento ispirarono alcune riforme che portarono all’abolizione della tortura e della pena di morte nel Gran Ducato di Toscana,già nel 1786.

Secondo Beccaria la pena di morte infatti era contraria al diritto inviolabile alla vita.

Infatti più che la severità delle pene è importante che siano amministrate con giustizia.

Queste idee portarono all’abolizione della pena di morte in Italia e in altri paesi.

Secondo Beccaria il carcere doveva essere un modo per educare il condannato,come afferma l’articolo 27 della Costituzione.

Un opportuno trattamento in carcere consentiva di facilitare l’inserimento dei condannati nella società.

Una legge emanata nel 1975 prevedeva numerosi modi per superare l’isolamento dalla società libera.

Un opportuno trattamento in carcere consentiva di trascorrere parte del giorno fuori dal carcere in semi libertà per lavorare o studiare.

 

  

Giordana Erica & Ludovica

 

Le tappe della storia2, Gabriele De Rosa, Minerva italica editrice

tribù Apache

Gli Apache sono una popolazione indiana della parte sud occidentale dell’America Settentrionale. Originariamente gli Apache erano divisi in sei gruppi regionali, ognuno di questi era a sua volta composto da numerose bande locali.

Gli Apache erano un popolo nomade, cacciatori di bisonti, raccoglitori dei frutti del cactus e di altre piante selvatiche. L’agricoltura era poco sviluppata, ma con il passare del tempo iniziarono a piantare granturco e meloni.

L’abitazione degli Apache era costituita dal Wickiup, ossia una piccola capanna fatta di frasche che aveva una forma sferica o a cupola. L’intelaiatura era costituita da un cerchio di pali o piccoli tronchi incurvati, legati al centro. Venivano anche utilizzate erba o canne prese nei letti dei fiumi.

Abitualmente gli abiti degli Apache erano di pelle di daino e portavano i capelli lunghi e sciolti, tenuti fermi da una benda allacciata intorno alla testa; gli uomini indossavano pure un gonnellino aperto sui fianchi. I loro alti mocassini, allacciati sotto le ginocchia, erano un’importante parte del loro abbigliamento, le donne Apache avevano un ruolo importante nella vita familiare: raccoglievano cibo, legna e acqua e intrecciavano canestri con eccezionale precisione.

Oggi sono confinati in riserve nel Nuovo Messico, in Arizona e parzialmente in Oklahoma. Pur adattandosi alle mutate condizioni economiche, gli Apache delle riserve hanno mantenuto gran parte dei loro costumi e riti tradizionali.

emanuele gentile

tommaso lanciano

IIm