Il trattato “Dei delitti e delle pene” è un libro di grandissimo valore, ideale per la civiltà moderna. Le idee di Beccaria già nel Settecento ispiravano all’abolizione della tortura e della pena di morte nel Granducato di Toscana nel 1786.
Secondo Beccaria la pena di morte, infatti, era contraria al diritto inviolabile alla vita.
Infatti più che la severità delle pene è importante amministrare con giustizia. Queste idee portarono all’abolizione della pena di morte in Italia e in altri paesi. Secondo Beccaria il carcere doveva essere un modo per rieducare il condannato, come afferma l’articolo 27 della Costituzione. Il trattamento in carcere consentiva il reinserimento dei condannati nella società. Una legge emanata nel 1975 prendeva numerosi modi per superare l’isolamento della società libera. Uno di questi è quello di trascorrere parte del giorno fuori dal carcere in semilibertà per lavorare o studiare.
Giordana&Ludovica IIM
lettura del libro di storia “Le tappe della storia2″